Dance Music Awards, tutti contro tutti!

Il Dance Music Awards, così come si evince dal sito ufficiale della manifestazione, dovrebbe essere “una premiazione indipendente nata per individuare e valorizzare […] tutti coloro che operano nel settore dance”.

In altre parole è un concorso che dovrebbe premiare non il miglior dj, vocalist e pr […] in assoluto ma soltanto coloro i quali, tramite i social o le proprie conoscenze, riescano ad accaparrarsi il maggior numero di voti.

Appare chiaro sin da subito che non esista un metodo scientifico per stabilire chi sia il dj più bravo o quale sia il rmx più bello o la ragazza immagine più desiderata, non c’è infatti nessuna giuria preposta a questo scopo.
Così come succede per la Top 100 del Dj Mag (perdonate la citazione) tocca agli stessi candidati individuare la strategia migliore per la raccolta dei voti.
In questo senso vale tutto: sms ad amici e parenti, banner sponsorizzati da condivedere sui social, ufficio stampa, promozioni radiofoniche ecc.
Quanto più larga è la base di fan tanto più alta sarà la possibilità di vincere.

Occorre ora fare un po’ di chiarezza soprattutto sugli aspetti meno conosciuti dei Dance Music Awards anche se, a dir la verità, il regolamento è sempre consultabile sul sito ufficiale: www.dancemusicawards.it

Come ci si candida?

La candidatura, almeno per quanto riguarda l’edizione 2016, avviene tramite un modulo da compilare on line.
Esistono dunque soltanto due possibilità: o l’autocandidatura da parte dell’artista stesso, oppure la candidatura da parte di terzi.

Come si entra nelle nomination?

Il direttivo conteggia il numero delle candidature e in base alle stesse rende votabili i partecipanti on line.
Non tutti i candidati concorrerranno quindi alle nomination ma soltanto i primi 10 di ogni categoria

Chi si aggiudica il premio?

Stabiliti i 10 nominati per categoria, ad ogni partecipante viene assegnato un codice personale.
A questo punto si da il via al televoto.
Tutti i supporter possono votare il proprio artista preferito inviando un sms con il numero corrispondente.
Al termine del televoto l’artista che avrà ottenuto più preferenze si aggiudicherà il premio.

Che cosa si vince?

Nelle ultime 3 edizioni il vincitore di ogni categoria ha sempre ricevuto una targa celebrativa mentre i restanti concorrenti un certificato di partecipazione.

Analizzando questi pochi ma significativi elementi appare evidente il carattere “giocoso” di tutta la manifestazione proprio perchè, come già detto in precedenza, il metodo per decretarne i vincitori non è assoluto, empirico ed oggettivo.

Benchè esistano ancora numerosi aspetti da migliorare, dovremmo apprezzare lo scopo per cui sono nati i Dance Music Awards, ossia dare un po’ di visibilità a tutto il movimento dance e ai suoi presunti protagonisti.
Il trend del c.d. mondo della notte è infatti assolutamente negativo, una crisi a 360° che, salvo rari casi, non conosce eccezioni: meno soldi, meno locali, meno serate ecc.

Chi ci rimette?

Oltre agli imprenditori ci rimettono gran parte delle categorie a cui il concorso si rivolge: dj, vocalist, agenzie di animazione e comunicazione, fotografi, pr, direttori artistici ecc.
Non si capisce allora, come anche in questo caso, non si sia persa l’occasione per innescare polemiche spesso inutili e quasi sempre dai toni troppo coloriti.
Questa moda di criticare sempre tutto e tutti (politici, calciatori, cantanti, attori, modelli..) non è assolutamente costruttiva, ma si sa, è più facile sparar fango su qualcuno o qualcosa piuttosto che sforzarsi  affinchè la situazione migliori.
Nella maggior parte dei casi le critiche più accese sono arrivate (guarda la coincidenza) proprio da coloro che non si sono candidati oppure non sono stati nominati.
Fa sinceramente male – molto male – leggere alcuni post in cui non solo si critica il concorso ma soprattutto coloro che vi parteciapano.
A parer mio, vere e proprie sentenze emesse da qualche luminare in cerca di un po’ di visibilità.

Come ha scritto giustamente qualcuno “a fare la differenza tra gli addetti ai lavori, non è un DMA in più o in meno, ma la professionalità e la dedizione con la quale si svogle un’attività ormai priva di qualsiasi credibilità”.
Sappiamo benissimo tutti che l’unico parametro di riferimento per capire se un artista “funzioni” o meno è il suo calendario.
Tutto il resto è solo fumo alimentato da chi, non lavorando o lavorando poco, trova il tempo di screditare gli altri.

Concludo dicendo che il party dei Dance Music Awards organizzato l’anno scorso al Sio Cafè di Milano è stato un’ottima occasione per rivedere tanti colleghi, confrontarsi su varie tematiche e soprattutto trascorrere 4 ore in allegria.

Abbiamo la fortuna di fare uno dei lavori più belli del mondo…perchè allora farsi venire il sangue amaro per un “semplice gioco”?

Francesco Sarzi
[Si ringrazia per la preziosa collaborazione Gianluca De Bellis]